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Non abbiamo un arredamento tutto coordinato: una credenza ereditata, stampe alle pareti e un tavolo abbastanza recente. Temevo che una lampada così particolare sembrasse fuori posto. Invece lega bene con quello che c'è già, senza obbligarci a rifare mezzo soggiorno.
Per il montaggio ci siamo presi il tempo di segnare bene i punti sul soffitto. I componenti erano tutti presenti e integri. Eravamo in due: uno teneva la struttura e l'altro controllava l'allineamento. La parte più lunga è stata decidere la posizione esatta, perché io e mio fratello continuavamo a guardarla da lati diversi della stanza.
Mi piace parecchio, soprattutto la forma della calotta. Nel mio angolo tutto bianco, però, il braccio nero attira lo sguardo più di quanto immaginassi dalle foto. Pensavo a una presenza più discreta, ma nel complesso sono contenta.
La sera ci piace tenere illuminata soprattutto la zona del tavolo. Con la lampadina scelta da noi l'effetto è quello che volevamo. Si finisce per restare seduti a parlare anche dopo aver sparecchiato.
La prima cosa che ho notato aprendo la scatola sono stati i riflessi sulla calotta. L'ho tenuta vicino alla finestra per guardarla meglio. Il contrasto con il braccio scuro mi è piaciuto subito.
Per lo studio volevo qualcosa che non sembrasse scelto solo per riempire un punto vuoto. Il braccio nero e la calotta ambrata danno un po' di movimento tra la scrivania e gli scaffali. Finalmente quell'angolo ha un carattere suo.
La ricomprerei, mi piace molto come si presenta. Per togliere gli aloni dalla parte curva devo però cambiare angolazione e ripassare in un paio di punti. Io nelle pulizie sono sbrigativa, quindi è l'unica cosa a cui devo dedicare più pazienza.
Dal divano vedo il profilo del braccio e la calotta di lato. È proprio quell'asimmetria che mi aveva fatto scegliere questa lampada. Sta bene sopra il nostro tavolo rotondo, senza rendere l'angolo troppo impostato.
Sulla superficie lucida preferisco non lasciare impronte. Quando la pulisco passo il panno senza fretta e poi la guardo di lato, perché gli aloni si vedono meglio così. Dopo le prime volte è diventata una piccola abitudine.
Ho aperto il pacco appena rientrato e ho appoggiato i pezzi sul tavolo. La calotta ha attirato subito la mia attenzione: vicino alla finestra i riflessi erano diversi da quelli sotto la luce della cucina. Sono rimasto qualche minuto a osservarla, ancora con la giacca addosso.
Prima avevamo un paralume chiaro piuttosto banale, comprato quando ci siamo trasferiti. Questa ha cambiato il carattere della stanza. Mia moglie era quella più affezionata alla vecchia lampada e adesso dice che abbiamo aspettato anche troppo.
La lampada precedente era molto ingombrante a vedersi, anche quando era spenta. Qui mi piace il fatto che ci siano parti sottili e spazio vuoto intorno. La stanza è la stessa, ma sopra il tavolo mi sembra tutto meno affollato.
Nel soggiorno lungo e stretto il tavolino sembrava sempre messo lì per caso. Questa lampada gli dà un posto più preciso nella stanza. Non ho cambiato altro, nemmeno il tappeto che volevo sostituire da mesi.
In autunno facciamo colazione quando fuori è ancora buio. Mi piace avere la luce sul tavolo mentre il resto della cucina resta più in ombra. Con la lampadina che abbiamo messo non trovo l'effetto troppo forte appena sveglia.
Abbiamo le sedie nere e un tavolo chiaro. Il braccio riprende le sedie, mentre la parte color ambra evita che l'insieme risulti troppo serio. A me piace così.

